Parental Control

Un altro episodio di violenza che vede protagonisti minorenni si è verificato nei giorni scorsi nella mia città, Aprilia. Questa volta la violenza non è stata rivolta verso sé stessi: un gruppo composto da ragazzi di età compresa tra i 14 e 16 anni ha aggredito, con un solo pugno alla nuca, un giovane diciottenne mentre camminava, inerme e ignaro, in una via del centro; nel frattempo, alcuni degli aggressori filmavano quella che per loro era “un’impresa” da esibire sui social. La vittima dell’aggressione, rovinata a terra in malo modo, ha riportato diverse ferite e la perdita di una parte della dentatura.

Ritorna alla mente, per il modus operandi, lo stupido gioco in voga qualche anno fa, il knockout game: una sfida che consiste proprio nello sferrare improvvisamente e senza motivo, un potente colpo ad ignari passanti in luoghi pubblici, per poter riprendere l’azione e gloriarsene postando il filmato in Rete.

Un ulteriore episodio che si aggiunge al continuo susseguirsi in queste ultime settimane di notizie di tentati suicidi o violenze ai danni di ragazzi sempre più piccoli di età, che coinvolgono direttamente o indirettamente il mondo virtuale della Rete.

Tutto ciò che ruota attorno ai social si sta mostrando pericoloso, marcio. I lati positivi dell’utilizzo delle tecnologie digitali vengono oscurati: ciò che appare ai nostri occhi è la mancanza di controllo dei propri comportamenti da parte dei ragazzi, il non riuscire a cogliere ciò che può e ciò che non può essere fatto. È come se mancasse loro una guida, qualcuno che li prenda per mano e li accompagni ad apprendere i principi del rispetto delle regole, del rispetto degli altri, del rispetto della vita.

Preadolescenza ed adolescenza sono momenti molto particolari, si comincia a crescere e ci si sente già grandi, ma non si ha il bagaglio di conoscenze e di esperienze necessario per poter evitare errori, comportamenti scorretti, atti spiacevoli. E ciò è vero anche nell’utilizzo dei dispositivi digitali: la familiarità e l’uso intensivo che le giovani generazioni hanno con questi dispositivi, primo fra tutti lo smartphone, il loro essere “nativi digitali”, hanno diffuso la facile idea che essi possano fronteggiare anche un uso del digitale più “esperto”, che vada al di là dell’utilizzo più diffuso, quello a scopo ludico e relazionale che passa attraverso la Rete. Ma non è così!

Per di più spesso non ci si rende conto di quanto siano gravi le conseguenze  e le ripercussioni di quanto avviene in Rete, perché non sono pericoli “tangibili”  (o più precisamente, non lo sono immediatamente), ma dietro ad un telefono possono esserci: cyberbullismo, adescamenti, pericoli di truffa, danni psicologici, reati penali e danni patrimoniali per i quali poi i genitori sono chiamati a rispondere.

Questo suggerisce che da parte dei genitori, durante questo periodo di crescita, venga alzato il livello di guardia, vengano fornite ai ragazzi le istruzioni per un corretto utilizzo e vengano implementate procedure di controllo dell’effettivo utilizzo di smartphone e tablet.

Come può un genitore controllare se i dispositivi vengano usati nel modo corretto? Come possiamo evitare che i nostri ragazzi vengano esposti ai pericoli della Rete o divengano essi stessi dei pericoli in Rete utilizzando il cellulare? Certo, non possiamo spiare il cellulare di una persona senza il suo consenso, perché questo è reato, anche se si tratta di minori, in virtù del principio di tutela dei diritti del minore e della sua privacy sancito dalla Convenzione Internazionale dei Diritti dell’Infanzia.

Anche per dare un esempio concreto di rispetto delle regole, dobbiamo necessariamente informare nostro figlio della presenza sul suo dispositivo di applicazioni che danno la possibilità di poter tenere sotto controllo il suo utilizzo.

Applicazioni nate per questo scopo ce ne sono tante in circolazione: si parte dai semplici Parental Control fino ad arrivare ad applicazioni, molto vicine al limite della legalità, con cui si può controllare la posizione tramite GPS, i messaggi in entrata e uscita, le chiamate, i social e la galleria del dispositivo su cui sono installate.

Per un controllo più soft, soprattutto se si tratta di bambini, il Parental Control è il giusto punto di partenza. Dal punto di vista pratico, è sufficiente andare sulle Impostazioni del telefono, aggiungere un nuovo profilo utente con restrizioni e decidere quali applicazioni possono essere utilizzate da quel profilo e quali lasciare inattive.

La cosa più importante, tuttavia, è la seguente: ricordiamoci sempre di non lasciare mai soli i nostri figli, ricordiamoci di non far finta che vada sempre tutto bene e, soprattutto, ricordiamoci di parlare sempre con loro. Avere accanto un genitore che ascolta e che non giudica, il più delle volte, evita grandi problemi.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.