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In tanti anni di frequentazione scientifica della MCS-TILT, davanti agli occhi di Giancarlo Ugazio, professore emerito di Patologia Ambientale presso l’Università di Torino, è emersa sempre con maggiore virulenza la gravità delle difficoltà cui vanno incontro le vittime di questa patologia anche solo per vedersi riconosciuto lo status di ammalato, non solo clinicamente ma anche socialmente.

All’inesistenza di un quadro medico e medico-legale cui far riferimento per la tutela degli sventurati che sono colpiti da questa patologia negletta e negata, fa riscontro, infatti, l’insofferenza di quanti, insensibili alle sofferenze dei malati di MCS, li definiscono stravaganti e fastidiosi e, per questo, spesso li perseguitano con comportamenti crudeli.

La volontà di incidere in maniera significativa su questa situazione, ha portato l’autore a adottare la formula dell’intervista, ritenuta più adatta per fornire, in maniera maggiormente fruibile, ulteriori e più precise informazioni, rivolte sia ai portatori di questa patologia sia ai soggetti che non ne sono vittime. L’obiettivo, da un lato, quello dei malati, è di innalzare il livello di consapevolezza e di comprensione della malattia fornendo anche ausili per il contenimento ed il contrasto; dall’altro, quello dei soggetti “sani”, è di esortarli a comportamenti di cura e di rispetto verso i malati e di precauzione verso se stessi per evitare di trovarsi un giorno nella loro stessa triste condizione.

Giancarlo Ugazio, Intervista sulla MCS-TILT. Il malato di MCS-TILT isolato da tutto e da tutti, L’Occhio di Horus APS, 2020, ISBN 978-88-32202-16-8

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Leggi la recensione di Patrizio Pacioni


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