Copertina libro Marina Sciotto

Di fronte al disagio esistenziale così diffuso nei nostri tempi, non sempre la famiglia e la scuola, agenzie di socializzazione primaria fondamentali, riescono ad impedire che tanti giovani evolvano dalla devianza minorile alla criminalità minorile, per poi sfociare definitivamente nella criminalità adulta. Un contributo importante per contrastare tale deriva può venire dall’attivazione di processi di integrazione e di inclusione sociale dei minori autori di reato. Si tratta, cioè, di porre in essere interventi educativi più che azioni repressive e punitive: in questa prospettiva, il giudice minorile, con i suoi provvedimenti, dovrebbe tendere ad orientare più che a reprimere, a valorizzare e a promuovere la persona in fase di maturazione cercando di guidarla verso l’integrazione sociale. 

L’esame dell’evoluzione del processo penale minorile permette di comprendere le problematiche che si incontrano su questa strada; nel contempo, permette di individuare le esigenze di riforma e le possibili soluzioni in grado di condurre ad un migliore approccio al minore autore di reato, al suo diritto ad avere percorsi educativi idonei per la sua crescita e per il suo reinserimento positivo nella società, la quale non può pensare di scaricare le proprie responsabilità ricorrendo soltanto a provvedimenti giudiziari repressivi.

Marina Sciotto, Quale giustizia per il minore autore di reato? I possibili percorsi educativi in ambito penale, L’Occhio di Horus APS, 2018, ISBN 978-88-99182-38-0

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