di Jessica Verardi, 13 febbraio 2026
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Gli albori delle caricature
Per suscitare allegria e intrigare i fruitori con stile e creatività, fin dai primi esordi le caricature hanno avuto un ruolo importante nella comunicazione visiva e nel giornalismo. Riviste satiriche, giornali e disegni realizzati anche da artisti di strada, catturano l’attenzione e la curiosità di chiunque, offrendo una visione unica e originale di un’arte ironica dove l’elemento predominante è l’umorismo.
Basta un tratto di matita, un pizzico di fantasia e inventiva che l’immagine assume un aspetto unico e divertente ma che rivela, allo stesso tempo, caratteristiche individuali e proprie del soggetto.
Se da un lato è possibile osservare la realizzazione di un ritratto dove alcuni elementi del volto sono alterati, dall’altro c’è l’intenzione dell’artista di veicolare messaggi culturali, politici, religiosi o sociali che invitano l’osservatore non solo al divertimento ma anche all’informazione e dunque alla riflessione.
Gli albori delle caricature affondano le radici nel passato, ma è solo con il trascorrere del tempo che hanno assunto il ruolo che oggi conosciamo. Un primissimo esempio caricaturale, infatti, trova riscontro già con gli antichi Egizi, i Greci e i Romani: gli Egizi, ad esempio, le usavano per scopi rituali o addirittura satirici, i Greci per portare in scena le loro commedie, mentre i Romani le utilizzavano per rappresentare il mondo politico e sociale.
La testa grottesca di una donna anziana di Leonardo da Vinci
Eseguito tra il 1489 e il 1490 e conservato a Washington presso la National Gallery of Art, il disegno rinascimentale Testa grottesca di una donna anziana, mostra l’interesse del genio toscano per le caricature. Nonostante le dimensioni ridotte, 6×5 cm, il ritratto di Leonardo continua ad avere un impatto notevole sia per i critici d’arte che per l’osservatore comune tanto da essere considerato il primo esempio di caricatura “moderna”. Realizzato a penna, la Testa grottesca ritrae una donna in età avanzata con il naso adunco, un’importante stempiatura, la schiena ingobbita e la pelle raggrinzita. In altri disegni, Leonardo da Vinci enfatizza gli elementi del volto umano anche per studiarne le espressioni facciali dove il soggetto assume sembianze a volte innaturali e quasi inverosimili.

Possiamo affermare che egli utilizzava quest’arte per due scopi differenti: se da una parte era affascinato dalla anatomia umana e dunque i ritratti avevano un intento puramente scientifico, dall’altro, dato il suo senso dell’umorismo, ambiva ad intrattenere amici e conoscenti.
Cow-Pock, il vaiolo della mucca
Nato a Londra nel 1757, James Gillray è considerato il primo caricaturista professionista. I suoi disegni hanno rappresentato sia temi politici, come quelli dedicati a Napoleone Bonaparte, che sociali come emerge nell’incisione The Cow-Pock, or The Wonderful Effects of the New Inoculation!

Realizzata con la tecnica dell’acquatinta, al centro dell’immagine una donna è seduta su una poltrona rossa e, con lo sguardo apprensivo, è in procinto di essere vaccinata. Come possiamo notare, l’arte caricaturale dunque racconta la storicità del tempo: il Dott. Edward Jenner, medico e naturalista britannico, condusse studi per la cura contro il vaiolo, ricavandola dalle pustole delle mucche infette. Da qui deriva il titolo Cow-Pock. Mentre piccole mucche sporgono da ogni parte del corpo di coloro che, soffrendo, attendono di ricevere il vaccino, sulla parete un quadro suggerisce metaforicamente come l’entusiasmo per la vaccinazione possa essere paragonato al sacrificio di un vitello d’oro.
La rappresentazione di Gillray, infatti, sembra deridere gli oppositori del vaccino i quali ne temono le conseguenze, mentre, dall’altra parte, sembra che il caricaturista abbia voluto mettere in guardia i fiduciosi della nuova sperimentazione per l’entusiasmo, forse prematuro e anche eccessivo, mostrato nei confronti della nuova pratica.
Tra indignazione e ironia: le caricature che dividono il pubblico
Nel corso degli anni, molti artisti si sono cimentati in quest’arte senza risparmiare attori, cantanti, musicisti, personaggi di fama internazionale e addirittura i sovrani d’Inghilterra. Al Re Carlo, infatti, non sono mancate caricature con il naso eccessivamente lungo e le orecchie prominenti, mentre la Regina Elisabetta II è stata più volte ritratta con il sorriso smagliante, i denti grandi e i suoi inconfondibili cappellini dai colori accesi. Come insegna la storia, sia per l’uno che per l’altra, il popolo ha avuto pareri discordanti: se da un lato gli indignati hanno disapprovato il gesto degli artisti percependolo come un’offesa alla famiglia Reale, dall’altro c’è stato chi ne ha colto l’umorismo, apprezzandone l’ironia e l’abilità di chi, in maniera originale, è in grado di trasformare la critica in arte.

La satira ha visto come protagonista anche Papa Francesco, ritratto con le orecchie esageratamente grandi e il mento sproporzionato. Un’altra immagine papale e in grado di esprimere un messaggio umanitario, giunge dall’artista e street italiano Mauro Pallotta, nome d’arte Maupal: in veste di supereroe e nel tentativo di proteggere il genere umano, la caricatura vuole comunicare la forza e la speranza di colui che esercita la propria missione. Nell’immagine, Egli tiene in mano una valigia nera con la scritta valores, simbolo dei principi e dei valori umani, appunto, che ognuno di noi dovrebbe sempre “portare” con sé.

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