Tunnel cin quel che resta del tapis roulant

Nuova escursione insieme agli amici del gruppo Fotoforum – Attimi nel tempo per un reportage fotografico nel sito dismesso dell’ex Centro Direzionale Alitalia, del quale in rete si dice: “L’ex simbolo della compagnia di bandiera è ora un relitto che giace da undici anni sulla Collina della Muratella lungo la via per l’aeroporto di Fiumicino” .

COME SI PRESENTA

Auditorium incendiato

Lo stato di abbandono è evidente, le cicatrici inferte dagli incendi, gli ultimi di gennaio e di giugno del 2020, che hanno divorato il quinto piano di una palazzina e l’auditorium, sono ben visibili.

il piazzale

Arbusti ed erbacce spaccano l’asfalto del parcheggio davanti l’entrata, che abitualmente viene adibito a discarica abusiva, nonostante le periodiche bonifiche; all’esterno della struttura è facile imbattersi nelle suppellettili che vi sono disseminate: estintori, scrivanie, monitor e vetri infranti.

Poco distante dall’ingresso, a piano terra, si trova la mensa dei dipendenti e a fianco un dedalo di cucine, celle frigorifere, dispense e magazzini.

Il contesto desolato e non presidiato ha attirato molteplici writers che hanno usato le pareti esterne ed interne degli edifici come tavolozza su cui dare prova della loro fantasia e per le loro realizzazioni grafiche, alcune anche di notevole pregio e particolarmente attrattive.

I tunnel

Tutti gli edifici sono collegati tra loro da una serie di tunnel che avevano la funzione di agevolare gli spostamenti da una palazzina all’altra, anche mediante tapis roulant, ormai completamente distrutti.

Oggi questa serie di tunnel è troncata in prossimità dell’ultima palazzina, l’unica ad essere stata riutilizzata e che ospita gli uffici di alcune grandi multinazionali europee.

Le palazzine

Nelle altre palazzine, lunghi corridoi e uffici labirintici sono la costante di tutti gli enormi spazi, insieme all’enorme confusione causata dai ladri di rame che hanno smantellato quasi tutte le coperture. A terra, fra rivestimenti dei cavi, corrugati, manicotti, pezzi di mobili, pannelli in plastica e in cartongesso, spuntano biglietti aerei sparsi qua e là, poster e brochure promozionali, lettere, registri, che ci ricordano l’originaria funzione di questi luoghi.

Stranamente è rimasto ancora quasi intatto l’impianto di climatizzazione dell’aria, con ancora tutte le tubature ed i macchinari deputati alla ventilazione delle strutture. Dai soffitti in molti tratti gocciola del liquido, forse da tubature ammalorate o da infiltrazioni di acque piovane; i pannelli che costituivano i controsoffitti sono riversati in terra, e intrisi d’acqua costituiscono una poltiglia che ricopre le pavimentazioni, spesso di granito parzialmente asportato. In molti degli ambienti visitati, insieme a ciò che è già caduto in terra, pende sempre qualcosa dal soffitto, che siano cavi, rilevatori di fumi, tubature o pannelli ormai poco importa.

La palazzina della direzione

L’ultimo edificio, dove aveva sede la dirigenza della compagnia, è senza dubbio quello più interessante, e non solo per via dell’imponente scala a chiocciola, tutta in granito e pannelli di legno. Qui si trovano ben due auditorium, con sala stampa, sala regia e bar. Il punto forte è però la ricostruzione parziale di una cabina di aereo e il simulatore di volo di un  B747 con pannello di comando esterno, del quale ormai rimane solo lo scheletro. Salendo ai piani alti, gli uffici della presidenza si presentano ben diversi dagli altri, con poltrone in pelle, moquette al pavimento, mobili in legno foderati in vellutino e corridoi con vetrate giardino abbelliti da piante ornamentali.

Al sesto piano si trova un’enorme sala riunioni con tavolo a U di grandissime dimensioni e una visione panoramica che spazia dalle montagne di Tivoli al vicino Tirreno, sorvolando sui Castelli Romani, sull’Eur e sulla tenuta di Castel Porziano.

LA STORIA

Il Centro Direzionale Alitalia fu inaugurato nel 1991, con numeri impressionanti: su un’area di 130.000 metri quadrati (13 ettari) sorgono 5 edifici, realizzati con tecniche e criteri all’avanguardia, per un totale di oltre mezzo milioni di metri cubi; gli ambienti-ufficio sono 2730, senza contare l’alta direzione; i posti auto nei parcheggi sono più di 3000; la mensa poteva produrre 4000 pasti al giorno e 1000 persone potevano mangiare nello stesso momento.

Nel 2002, l’Alitalia, in difficoltà economiche per il peggioramento degli affari, vende il complesso ad una holding immobiliare, restando in affitto fino alla fine del 2008, quando il Centro Direzionale fu dismesso completamente con il passaggio della compagnia alla C.A.I., una cordata di imprenditori italiani che rilevarono Alitalia per scongiurare la sua fusione con Air France.

La holding immobiliare pensava ad un’importante ristrutturazione al fine di creare un moderno business park in grado di ospitare numerose aziende; tuttavia, nel dicembre del 2012, dopo anni di stallo, ottiene il cambio di destinazione d’uso da non residenziale a residenziale: si parla di demolizione dell’esistente e di ricostruzione di un centro abitativo nuovo, costituito da 10 edifici per un totale di 1500 nuclei abitativi, con annessi negozi, parchi, un centro commerciale, una scuola, un auditorium, servizi pubblici e spazi comuni. Ma a tutt’oggi non è ancora successo nulla.

Gruppo partecipanti

Le foto della galleria sono per gentile concessione degli amici di Fotofurum – Attimi nel tempo: Alessandro Capecchi, Dorotea Sparla, Fiammetta Villani, Marco Ermili, Maurice Gè, Michele Rucco, Rita Esposito.


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